Il maculelê è una danza guerriera nata nello stato brasiliano di Bahia, un rituale mistico e profano di origine bantu e proprio come tutte le manifestazioni folcloristiche di matrice africana è oscura e sconosciuta. La danza si esegue battendo tra loro ritmicamente dei bastoni di legno o lunghi coltelli, simulando un combattimento al ritmo delle percussioni e dei canti.
La tradizione fa risalire la nascita di questa danza guerriera a un avvenimento popolare avvenuto nel XVIII secolo nelle piantagioni di canna di zucchero della città di Santo Amaro da Purificação, la parte più interna e arretrata della grande Bahia de Todos os Santos, dove si trova anche la città di Salvador de Bahia.
Secondo una delle leggende gli schiavi neri nei momenti di pausa dal duro lavoro nelle piantagioni di canna da zucchero praticavano una lotta con pezzi di canna che simulavano bastoni o coltelli simili al machete, per poter un giorno combattere i padroni e ottenere la libertà. Questa lotta, che prendeva il nome di "Dança do Canavial", fu poi dimenticata e recuperata solo dopo 200 anni, quando divenne parte integrante dei festeggiamenti del 2 febbraio per la novena da Senhora da Purificação, patrona della città di Santo Amaro insieme ad altre danze di origine nera come la capoeira, il samba e altre ancora.
La leggenda racconta che la coreografia del maculelê abbia le proprie radici in un episodio epico accaduto in un villaggio primitivo nelle terre Yoruba: un giorno diversi guerrieri uscirono dal villaggio per la caccia, vi rimasero soltanto 22 guerrieri anziani insieme a donne e bambini.
A quel punto una tribù nemica sferrò un attacco con un grande numero di guerrieri. I 22 guerrieri rimasti si armarono di corti bastoni di legno e affrontarono gli invasori, dimostrando un coraggio innegabile e riuscendo addirittura sconfiggere il nemico. Tornati dalla caccia, i guerrieri videro i segni della lotta e furono informati dei combattimenti avvenuti. A quel punto decisero di rendere un omaggio ai 22 vecchi guerrieri simulando lo stesso combattimento in forma di danza.
All'inizio del XX secolo con la morte dei grandi maestri di maculelê di Santo Amaro, questa manifestazione fu a lungo dimenticata, finché nel 1943 il Maestro Paulino Aluisio de Andrade, conosciuto come Mestre Popo do Maculelê, considerato il «papà del maculelê», raggruppò parenti ed amici insegnando loro questa danza in base ai suoi ricordi, con l'intenzione di rilanciare nuovamente il maculelê nelle feste religiose.
Creò così " O Conjunto de Maculelê di Santo Amaro da Purificação", gruppo che ancora oggi é molto conosciuto. In seguito
Mestre Canjiquinha fu uno dei primi a incorporare il maculelê negli spettacoli di capoeira e cultura afro in Bahia.
Oggi il maculelê è parte integrante delle attività folcloristica brasiliana ed è frequentemente presentato nelle esibizione dei gruppi di capoeira e in alcune di queste scuole le coreografie e gli indumenti originari sono mantenute. Nella coreografia tradizionale, un numero variabile di danzatori (da 8 a 20 elementi) si dispone in cerchio per simulare il campo di battaglia, mentre al suo interno due ballerini lottano e danzano.
I movimenti sono secchi ma molto sciolti e spesso simili ai passi di frevo e di samba; la danza iniziale serve a spaventare il nemico, la parte finale contiene una falsa uscita e la danza deve avere termine al centro della scena, con l'omaggio per la vittoria.
I guerrieri si alternano nel cerchio fino ad avere combattuto con tutti i compagni, dopodiché simulano la morte.
Infine le ferite interne e esterne sono guarite al bere della potentissima e mistica bevanda "Jurema". |