Mestre Bimba è un grande pioniere nella diffusione della Capoeira: crea una metodologia di insegnamento (fino ad allora inesistente) e dà alla Capoeira la possibilità di competere con qualunque altro tipo di lotta.
La Capoeira Regionale bahiana viene presentata negli anni '30 come attività culturale (la sua Académia si chiama "Centro Cultural de Luta Regional Bahiana"), ed assume un ruolo centrale nel processo di integrazione nella società Brasiliana degli schiavi da poco affrancati: tecnicamente, adotta alcune tecniche derivate da altre arti marziali orientali e forme di lotta europee per restituire alla Capoeira la sua valenza di lotta, persa nel tempo in favore di valori puramente folcloristici.
Mestre Bimba introduce un metodo di insegnamento sistematico nella sua scuola: enfatizza la verticalità e l'oggettività del jogo, in genere praticato ad un ritmo più veloce, integrando anche l'aspetto musicale con l'introduzione di nuovi toques appositamente creati. La Capoeira Regional, creata nella regione bahiana è basata soprattutto sull’uso di calci, è molto simile alle arti marziali orientali, e viene anche chiamata arte marziale brasiliana.
In questa Capoeira si deve essere precisi e aggressivi; la musica del berimbau è veloce e continua in modo che il corpo sia sempre in movimento rapido, sia in attacco che in difesa, mantenendo nel gioco una posizione medio-alta.
L’abbigliamento del capoerista Regional è caratterizzato dal colore bianco (voluto nelle uniformi della propria academia da Mestre Bimba) e si compone semplicemente di maglietta e abadà (pantalone).
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