
Il 22 aprile del 1500 l’esploratore portoghese Pedro Álvares Cabral sbarca in Brasile.
canna da zucchero, caffè, oro, diamanti) richiede ingenti risorse di mano d’opera a basso costo. Gli indios nativi si dimostrano presto inadatti perché poco inclini alla schiavitù (preferiscono lasciarsi morire in prigionia) e perché vengono presto decimati dalle malattie portate dai colonizzatori. Per risolvere il problema di mano d’opera schiava i colonizzatori cominciano a catturare i neri africani, più robusti fisicamente degli indios: milioni di schiavi vengono deportati non solo dall’Angola, ma anche dal Congo, dalla Guinea e successivamente dal Mozambico.
Gli schiavi presenti nelle piantagioni brasiliane provengono dalle etnie più svariate; in ognuna di queste popolazioni sono presenti danze e competizioni atletiche in forma di lotta che prevedono l’impiego delle mani, oppure l’uso dei piedi o anche della testa.
Non ci sono dati relativi al numero di schiavi deportati: secondo alcune stime dal 1500 al 1850 furono deportati in Brasile 5 milioni di esseri umani schiavizzati, secondo altri studiosi il numero potrebbe essere ben superiore. A questi vanno inoltre aggiunti i milioni di schiavi morti durante i viaggi.
Durante il periodo coloniale l’attività è concentrata in un sottile nastro di terra che corre parallelo alla costa da Porto Seguro (Bahia) fino a nord di Recife (Pernambuco) con l’estensione di qualche decina di chilometri; le rare spinte verso l’interno non sono a scopo agricolo, ma necessari spostamenti per procurarsi legname, materia prima indispensabile per l’edilizia e per gli attrezzi di lavoro, nonché combustibile per i fuochi della raffinazione dello zucchero.
La Capoeira nasce con tutta probabilità in questo sottile nastro nastro di terra ricco di engenhos (fazende, zuccherifici) e senzalas (le abitazioni degli schiavi in una fazenda o engenho, contrapposta alla casa grande abitata dal proprietario). Le senzalas costituiscono l’unico ambiente lasciato agli schiavi dove poter preservare la propria dimensione culturale, composta dalle forme di danza e canto portate dalle terre di origine. All’interno delle senzalas si viene così a creare un’ibridazione culturale tra membri appartenenti a gruppi etnici differenti.
Tutto il periodo coloniale è caratterizzato da tentativi di fuga e ribellione: ad ogni indebolimento del controllo sociale esercitato dai padroni in corrispondenza di difficoltà economiche o storiche, la popolazione schiava mette in atto la fuga dal latifondo verso l’interno denso di foreste difficile da penetrare; nascono così i quilombos.

Milioni di schiavi vennero deportati in Brasile dal 1500 al 1850

Il periodo coloniale è caratterizzato da tentativi di fuga e ribellione
